Una particolare attenzione va dedicata alla comprensione e alla produzione del discorso parlato e scritto, in tutta la pluralità di testi possibili, sollecitando sia l'efficacia della comunicazione sia il controllo della validità dei ragionamenti. La pratica degli usi funzionali più diversificati della lingua parlata e scritta significa familiarizzare con i diversi generi di discorso: un'esperienza da iniziare presto nella scuola di base, ma che andrà continuata, ripresa e approfondita ai livelli ulteriori.

Bisogna preparare tutti i giovani alle tecniche della scrittura e della lettura, fornendo loro capacità fondamentali che oggi risultano largamente compromesse.

Si impone quindi fin dall'inizio di questo percorso scolastico la necessità di valorizzare i metodi idonei a dar la padronanza della lingua italiana ai giovani, e a farne comprendere la struttura. Andranno ridisegnati metodi di analisi del discorso, di sintesi e parafrasi testuale, e di controllo della parola nelle diverse modalità enunciative.

Soprattutto nel biennio occorre provvedere alla sostituzione, almeno parziale, di alcuni sistemi legati alla didattica tradizionale: il "tema" come composizione retorica in molti casi non è idoneo agli scopi ora indicati, e può con efficacia essere integrato in forma crescente (fino alla sua eventuale sostituzione) da attività di scrittura breve, funzionale, di rielaborazione e via dicendo. Il giovane deve essere preparato innanzi tutto alla comprensione e alla produzione di messaggi scritti pratici ed essenziali, condizione necessaria per la successiva acquisizione delle capacità di assimilare ed elaborare correttamente discorsi più complessi, e di argomentare in modo più approfondito e appropriato.

Naturalmente, ciò comporta anche la messa in atto di tecniche per la lettura di testi, in particolare dei classici, che esigono capacità di concentrazione e riflessione. Ma la lettura va intesa e sollecitata anche come emozione immediata e bisogno-piacere inesauribile, come scoperta di un libro che stimola la ricerca di altri libri. Accanto all'esperienza tradizionale del lettore catturato dal testo si dovrebbe anche coinvolgere i giovani nell'esperienza del lettore partecipe-cooperante, del lettore-attore e, al limite, del lettore-autore.

La capacità di proiettarsi nello spazio sempre più esteso della comunicazione e dell'interscambio deve essere assicurata proponendo a tutti, fin dai primi anni di scuola, accanto all'italiano come lingua madre per i più (ma anche come lingua straniera per gli immigrati) e, nelle aree di bilinguismo del nostro paese, alle lingue del luogo, l'apprendimento e l'uso di un inglese essenziale, finalizzato alla partecipazione attiva a situazioni di relazione interpersonale e ad ambienti di studio e di lavoro ormai sempre più frequenti ed ampi, che coinvolgono persone di altre nazionalità. Negli anni successivi, si introdurrà lo studio avanzato e culturalmente articolato di una o più lingue della comunità europea. Nel Liceo Linguistico è previsto nell’ambito dell’insegnamento dell’Italiano un percorso letterario linguistico con testi letterari in Francese ed in Inglese con la compresenza degli insegnanti.

Analogamente a quanto previsto per l’Italiano, nello studio delle lingue straniere si punterà alla acquisizione di competenze comunicative attraverso lo sviluppo e il consolidamento delle abilità fondamentali scritte e orali.

La comprensione e la produzione saranno finalizzate inizialmente alla comunicazione in situazioni quotidiane (attraverso l’uso di materiali autentici) per poi passare gradualmente all’argomentazione, all’espressione di concetti astratti e  alla microlingua specifica. Il consolidamento della competenza comunicativa implicherà un’analisi più articolata delle componenti della comunicazione, dei meccanismi di coesione testuale, delle funzioni della lingua e della sua variabilità.

In conformità con quanto previsto dal Consiglio d’Europa il concetto di lingua sarà inteso nelle sue diverse valenze di strumento di comunicazione e di relazione, di veicolo di conoscenza, di fattore culturale. Analogamente a quanto previsto per l’Italiano, nello studio delle lingue straniere si punterà all’acquisizione di competenze comunicative attraverso lo sviluppo e il consolidamento delle abilità fondamentali scritte e orali.

La comprensione e la produzione  saranno finalizzate inizialmente alla comunicazione in situazioni quotidiane (attraverso l’uso di materiali autentici) per poi passare gradualmente all’argomentazione, all’espressione di concetti astratti e alla microlingua specifica. Il consolidamento della competenza comunicativa implicherà un’analisi più articolata delle componenti della comunicazione, dei meccanismi di coesione testuale, delle funzioni della lingua e della sua variabilità. Al fine di contribuire alla crescita culturale e per favorire l’apertura verso lingue e culture diverse, si prevede di attivare una serie di attività pomeridiane opzionali in orario extrascolastico per lo studio di una seconda lingua straniera: corsi biennali di Francese (rivolto alle classi di Inglese), Tedesco e Spagnolo, tenuti da insegnanti di madrelingua. Queste iniziative rispondono inoltre al crescente bisogno di maggiori competenze linguistiche nei vari campi lavorativi e di studio che attendono i nostri studenti negli anni futuri.

Viene inoltre offerta la possibilità, agli studenti che lo desiderano, di conseguire presso la sede della scuola certificazioni internazionali che attestano i livelli raggiunti nella competenza linguistica relativamente alle lingue straniere curriculari.